giovedì, 30 Aprile 26

La voce dall’Iran: “Qui vittime civili di bombe e fake news”

MondoLa voce dall’Iran: “Qui vittime civili di bombe e fake news”

ROMA – Ho poche notizie dall’interno dell’Iran a causa del blocco di internet, ma quando siamo in chiamata diverse volte sono riuscita a sentire il fragore delle bombe. La gente ha paura e non ha accesso a molte informazioni per capire che cosa stia succedendo”.

Parla Parisa Nazari, difensora dei diritti umani dell’organizzazione Women Life Freedom for Peace and Justice, di origini iraniane. L’intervista avviene mentre proseguono in tutto il Paese gli attacchi delle forze israelo-americane, a cui internamente la Repubblica islamica ha risposto bloccando le linee di internet.

La piattaforma NetBlock stamani scriveva: “Il blackout di internet in Iran ha superato le 120 ore, con la connettività che si aggira all’1% dei livelli ordinari”, e in questo quadro Nazari riferisce che “in pochi riescono ad agganciarsi a Starlink”, il sistema satellitare di Elon Musk.

L’assenza di internet amplifica gli effetti delle bombe che cadono dal cielo: “La gente non sa per certo quello che sta accadendo. In molti non si fidano delle notizie che passano sulla Tv di Stato o le altre testate filo-governative, e non hanno accesso ai siti all’estero. Sperano che gli attacchi militari siano mirati ai centri militari e del potere iraniano e che la popolazione sia salva. Addirittura- avverte Nazari- circolano notizie secondo cui la strage alla scuola di Minab sia falsa, che l’edificio non sia mai stato attaccato oppure che sia stato colpito per errore dai Pasdaran”.

Tutto questo, osserva l’attivista, “alimenta anche la convinzione di una parte della popolazione, secondo cui l’intervento delle potenze straniere sia l’unica strada per la libertà”.
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