ROMA – La città di Goma, nell’est della Repubblica democratica del Congo, è stata raggiunta la notte scorsa dall’attacco di un drone, che ha causato la morte di Karine Buisset, un’operatrice francese dell’Unicef, il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia e l’adolescenza. La città al momento è sotto il controllo dell’M23, una milizia armata sostenuta dal Ruanda, che da gennaio 2025 ha intensificato gli attacchi nelle regioni nord-orientali ricche di risorse naturali. La milizia M23 accusa l’esercito di aver attaccato la città e le autorità di Kinshasa non hanno ancora replicato. Appare così sempre più fragile il cessate il fuoco siglato a dicembre tra Congo e Ruanda, tramite la mediazione degli Stati Uniti
Conflitto nell’est della R.D Congo, scattano le sanzioni degli Stati Uniti sul Ruanda
VIDEO | Crisi in Congo dopo l’attacco dei ribelli a Uvira, migliaia di rifugiati in Burundi
L’organismo Onu in una nota ha commentato così la scomparsa della propria collega: “L’Unicef è sconvolto e indignato per l’uccisione della nostra collega Karine Buisset in un attacco con droni, che secondo le notizie, ha colpito un edificio che ospitava operatori umanitari a Goma. Karine era un’operatrice umanitaria dedita al proprio lavoro, che ha lavorato instancabilmente per sostenere i bambini e le famiglie colpiti da conflitti e crisi. I nostri pensieri vanno alla sua famiglia, ai suoi amici e ai suoi colleghi in questo momento estremamente difficile”. L’organismo Onu conferma che sta raccogliendo “ulteriori dettagli” sull’accaduto, avvertendo che rappresenta “un doloroso promemoria del fatto che i coraggiosi operatori umanitari devono sempre essere protetti”.
La testata Africanews, tramite il suo corrispondente, fa sapere che sarebbero finiti nel mirino degli attacchi diversi edifici e che ci sono altre vittime, di cui però non si conosce ancora il bilancio esatto.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it
