giovedì, 30 Aprile 26

Bankitalia: in banche piccole più Npl per prestiti a imprese ad alto rischio

Analisi Rapporto sulla stabilità finanziaria Il principale motivo...

Trump minaccia di ridurre i soldati Usa in Germania, Merz abbassa i toni

ROMA - Alta tensione sull'asse Washington-Berlino. Donald...

Assessori Pd a bloccare i binari per la Flotilla, il caso scoppia a Parma: rischiano il processo

PoliticaAssessori Pd a bloccare i binari per la Flotilla, il caso scoppia a Parma: rischiano il processo

(Foto d’archivio scattata a Napoli nei giorni delle proteste di ottobre)

PARMA – Gli avvisi di fine indagine notificati dalla Procura di Parma a due assessori e due consiglieri di maggioranza del Comune di Parma per interruzione di pubblico servizio e blocco ferroviario e stradale. erano i giorni caldi dell’autunno scorso, quando mezza Italia si mobilitò in solidarietà al popolo palestinese e per sostenere l’iniziativa della Global Sumud Flotilla, la flotta di attivisti di tanti diversi paesi (ma c’erano anche politici e giornalisti) partita alla volta di Gaza con l’intento di portare aiuti umanitari nonostante il blocco navale imposto da Israele. Le contestazioni per gli assessori e i consiglieri sono riferite all’1 ottobre, giorno in cui a Parma ci fu una grande manifestazione di protesta e vennero occupati anche i binari. All’avviso di fine indagine, solitamente, segue una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura.Dell’indagine si è appreso proprio con l’avviso di fine indagine di questi giorni, arrivati all’assessore alla sicurezza Francesco De Vanna, all’assessore ai Servizi Educativi Caterina Bonetti, e ai consiglieri comunali del Pd Gabriella Corsaro e Victoria Oluboyo. E ora l’opposizione va all’attacco, con il deputato di Fdi Gaetana Russo che, pur “nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e del principio di presunzione di innocenza”, grida al ‘caso’ politico. Gli avvisi di fine indagine (a cui probabilmente seguirà un processo), secondo lui pongono “un fatto politico e istituzionale: chi ricopre incarichi pubblici, in particolare con deleghe alla sicurezza, non può partecipare né legittimare comportamenti che ostacolano la circolazione dei treni o dei cittadini, e che costituiscono una chiara violazione della legge. La tutela della legalità e dell’ordine costituisce un dovere imprescindibile”.

I FATTI

Verso le ore 23 dell’1 ottobre più di un migliaio di manifestanti, dopo un corteo spontaneo in centro in seguito all’attacco delle imbarcazioni della Flotilla da parte della marina militare israeliana, entrarono in stazione per poi occupare i binari. La manifestazione, partita da piazzale Picelli dove un appello lanciato su Instagram, si era conclusa con il blocco del traffico ferroviario, come avvenuto in numerose altre città in Italia. Gli avvisi di fine indagini sono stati inviati a 21 persone.

LEGA: “CI SONO CONTESTAZIONI PRECISE, EPPURE ACCUSAVANO NOI”

I fatti “smentiscono la retorica aggressiva utilizzata dalla sinistra per coprire le loro discutibili scelte. Quanto emerso, nel rispetto della presunzione di innocenza, conferma punto per punto la ricostruzione che avevo presentato in Consiglio comunale già il 6 ottobre scorso, quando sono stata investita da accuse infamanti e toni intimidatori da parte di sindaco, giunta e consiglieri di maggioranza. Ci dicevano che stavamo orchestrando una campagna comunicativa per ‘sviare l’attenzione dalla realtà’ ma oggi la realtà presenta il conto: la Procura ha rilevato fatti precisi che vedono coinvolti amministratori locali: persone che dovrebbero garantire la sicurezza e la legalità a Parma”, dichiara Laura Cavandoli, deputata Lega.

“CHI FA L’ASSESSORE NON PUÒ INFRANGERE LE REGOLE”

“Chi ha l’onore di ricoprire il ruolo di assessore comunale deve comportarsi in modo ineccepibile e non contribuire a infrangere le regole. La legalità è un valore che non può essere ‘parcheggiato’ o messo in disparte per un’esigenza ideologica. È imbarazzante che chi amministra Parma pensi di spogliarsi delle proprie vesti istituzionali per sostenere una battaglia ideologica, partecipando a manifestazioni non autorizzate che hanno determinato interruzioni di servizio pubblico, blocco ferroviario e disagi ai cittadini”, continua Cavandoli. “Siamo garantisti e attendiamo l’esito dei giudizi, ma politicamente il comportamento resta inaccettabile. Il sindaco prenda finalmente le distanze e stigmatizzi il comportamento degli assessori De Vanna e Bonetti, come richiesto fin dall’inizio”, conclude la leghista. Russo invece fa notare che, ‘almeno’ “con l’entrata in vigore del decreto Sicurezza questi comportamenti non sono più semplici illeciti amministrativi ma veri e propri reati con pene precise: reclusione fino a un mese o multa per chi impedisce la circolazione su strada o ferrovia. E se il blocco è organizzato da più persone la pena è elevata”.

PD EMILIA-R. BLINDA GLI INDAGATI: “RESTINO, SIAMO CON LORO”

Il Pd per adesso ‘blinda’ gli assessori e i consiglieri parmigiani finiti nell’inchiesta sul corteo pro-Palestina in città che terminò con l’occupazione dei binari. “Esprimiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura e siamo certi che si farà rapidamente chiarezza sui fatti”, assicurano i segretari regionale e provinciale del partito, Luigi Tosiani e Nicola Bernardi. “Siamo altrettanto convinti- aggiungono- che gli assessori Francesco De Vanna e Caterina Bonetti e le consigliere Victoria Oluboyo e Gabriella Corsaro dimostreranno la piena liceità dei comportamenti e la correttezza del loro operato. A loro va la nostra solidarietà e il sostegno del Partito Democratico”.Piuttosto, sottolineano Tosiani e Bernaedi, “ancora una volta stupisce il garantismo a giorni alterni della destra, e la totale assenza di cultura istituzionale: si attacca la magistratura e si sostiene una riforma per ‘togliere di mezzo i giudici’, parole della capo di gabinetto di Nordio, ed allo stesso tempo si invocano processi sommari e dimissioni immediate per vicende che riguardano esponenti politici di centrosinistra. Siamo convinti e determinati nel continuare il lavoro quotidiano per Parma, accanto al sindaco Guerra, nell’interesse esclusivo di cittadine e cittadini”.

PRC: “MANIFESTARE È UN DIRITTO”

Gian Luca Belletti, segretario provinciale del Prc, esprime solidarietà alle persone coinvolte nell’indagine e afferma che “manifestare è un diritto. Anche quando lo si fa con forme di protesta forti, resta uno strumento legittimo per farsi ascoltare e portare all’attenzione pubblica temi che riguardano la pace, i diritti e quanto sta accadendo in Palestina, dove è in corso una tragedia umanitaria che noi continuiamo a denunciare come genocidio. A Parma deve continuare a esserci spazio per il confronto, per il dissenso e per l’impegno civile. Noi continueremo a stare dentro queste mobilitazioni, con serietà e responsabilità”.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

Check out other tags: