ROMA – Martedì sera, in molte città iraniane, gli abitanti sono scesi in strada per celebrare lo Chaharshanbe Suri, la festa del fuoco, preludio del capodanno persiano, principale festività del Paese, nonostante le restrizioni imposte dalle forze dell’ordine. A darne notizia non sono le agenzie e i media nazionali iraniani, ma testate come “Iran International”, che ha sede a Londra, un indirizzo anti-governativo ed è apertamente a favore del ritorno di Reza Pahlavi -l’erede dell’ultimo scià- alla guida del Paese. A darne testimonianza sarebbero anche numerosi video che alcuni iraniani sono riusciti ad inviare all’estero e a far finire sulle piattaforme social. Questo perché festeggiare la cerimonia detta “festa del fuoco” o “martedì rosso” ha rappresentato un vero e proprio gesto di sfida nei confronti delle autorità.
LE RESTRIZIONI ALLE CELEBRAZIONI, PERCHÈ
Del resto, le celebrazioni quest’anno cadono sullo sfondo di un conflitto in corso e di una crescente pressione sulla sicurezza: le forze di sicurezza cercano di prevenire e scoraggiare gli assembramenti. Come spiega lo stesso quotidiano “Iran International”, le autorità iraniane nei giorni precedenti avevano lanciato severi avvertimenti in vista del Chaharshanbeh Suri: per lo stato di guerra- con le principali città sotto attacco- e il rischio di disordini. Non solo, sarebbero state rafforzate le misure di sicurezza proprio in occasione della sera della festa del fuoco, con un più ampio dispiegamento di risorse e un maggiore coordinamento tra polizia, servizi segreti e organi giudiziari. La popolazione è stata incoraggiata a organizzare eventi piuttosto nelle moschee e in spazi controllati, anziché per strada.
“LUNGA VITA ALLO SCIÀ” E FALÒ IN STRADA: I VIDEO DEI CITTADINI
Nonostante tutto, Iran International ha pubblicato i video ricevuti in redazione che “mostravano folle radunate a Teheran, Karaj, Shiraz, Mashhad e in altre città, intente ad accendere fuochi, ballare e intonare slogan, tra cui “Javid Shah” (tradotto: “Lunga vita allo Scià”)- riferisce la testata- in risposta agli appelli che lo stesso erede del sovrano, in esilio, Reza Pahlavi, ha lanciato dai social per celebrare la festa, anche con le restrizioni”. Così “in diverse località- prosegue Iran International- tra cui Chitgar, nella zona ovest di Teheran, e in alcune parti di Karaj, si sono viste forze di sicurezza tentare di disperdere gli assembramenti, con filmati che mostravano veicoli della polizia avvicinarsi alla folla”. I festeggiamenti sono proseguiti comunque, secondo la testata “con persone che cantavano canzoni patriottiche come ‘Ey Iran’ e facevano esplodere fuochi d’artificio nei quartieri residenziali e negli spazi pubblici”.
In un video pubblicato sui social da Iran International si riprendono i richiami di un agente di sicurezza nel quartiere di Shahrak-e Vali Asr a Teheran ai cittadini che festeggiavano lo Chaharshanbe Suri. Avrebbe detto loro che i fuochi d’artificio stavano “versando acqua nel mulino del nemico” e ha rimproverato quelli che ha chiamato “elementi ostili”, ossia persone che stavano filmando i festeggiamenti.
SPARI CONTRO CHI FESTEGGIA
Infine, un altro filmato, diventato virale su X, postato da utenti comuni e ripreso anche da testate internazionali, come Repubblica- ma non da Iran International- riprenderebbe il momento in cui un piccolo gruppo di persone radunate attorno un falò è stato disperso da degli spari. Secondo i commenti di chi posta il video si tratterebbe di un tentativo di repressione delle autorità iraniane nei confronti di chi festeggia la festa del fuoco.
(video credit: Iran International/web e Amir Farshad Ebrahimi/X)
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