ROMA – “Sono venuti a svegliarmi sabato mattina alle 7.30, stavo ancora dormendo. Bussano, erano due poliziotti in divisa, apro e chiedo ‘cosa succede?’. È una storia molto strana, gli accertamenti sono durati più di un’ora in cui controllavano i miei documenti e hanno fatto un sacco di domande: come sono arrivata, quando sono arrivata, se avrei partecipato alla manifestazione, se avevo oggetti pericolosi, se avevo preso parte ad altre manifestazioni in passato. Se ne sono andati alle 9 meno 20, ho chiesto di rilasciarmi un verbale ma mi hanno detto di no e poi sono andati via”. Lo ha detto l’eurodeputata di Avs, Ilaria Salis intervistata a Un Giorno da Pecora su RaiRadio1.
Durante i controlli, ha raccontato Salis, gli agenti “stavano sulla soglia, non sono mai entrati nella camera dicendo che dovevano comunque procedere a questi accertamenti di cui non mi hanno dato ulteriori notizie. Ho appreso dalla stampa che l’episodio non fosse collegato alla manifestazione ma a una notifica inserita nel sistema Schengen dalla Germania” in merito a un’inchiesta contro un gruppo di estrema sinistra. “Non avevo nessuna notizia di questa inchiesta, dicono che questa notifica sia stata inserita il 2 marzo ma in questo mese sono stata a Cuba, e quindi sono passata per il controllo passaporti, e più volte sono andata e tornata da Bruxelles”.
Oltretutto, ha sottolineato l’europarlamentare, “ero arrivata non il venerdì sera ma il giovedì sera, quindi perché sono non venuti prima? La vedo più come una strana coincidenza, un controllo avvenuto proprio la mattina della manifestazione a un volto noto dell’opposizione che può avere una valenza intimidatoria. In Italia sicuramente è in corso un’erosione democratica verso un modello simile all’Ungheria di Orban: se questo succede a una parlamentare, mi chiedo cosa possano mettere in campo con semplici cittadini o attivisti”. Ha intenzione di presentare un’interrogazione parlamentare? “Useremo sicuramente tutti i mezzi per andare a fondo a questa storia, anche a livello istituzionale”.
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