ROMA – In Egitto il carocarburante fa scattare il coprifuoco energetico: il governo ha annunciato misure stringenti per risparmiare sulla bolletta della luce, a partire da ristoranti, locali, bazar, negozi e centri commerciali, che dovranno chiudere entro le 21.00 nei giorni feriali, con una deroga alle 22.00 nel finesettimana. L’impatto della guerra all’Iran si fa sentire anche qui, dove il prezzo dell’energia – a causa del blocco globale alle forniture – è raddoppiato in soli trenta giorni.Il coprifuoco annunciato sabato dal governo del Cairo per “razionalizzare il consumo energetico” resterà in vigore fino a fine aprile, ma tanto basta a preoccupare negoziati, albergatori e commercianti, che temono perdite notevoli, a partire dal Cairo: metropoli di oltre 20 milioni di abitanti, presenta una vita notturna molto attiva, anche per via delle alte temperature che, superata la stagione invernale, costringono a interrompere le attività per molte ore del giorno. Non è insolito quindi vedere strade affollate e gente a passeggio anche a notte inoltrata. Ma ad affollare bar, ristoranti e locali sono soprattutto i turisti dall’estero, che dispongono certamente di maggiore disponibilità economica. Esentati quindi dal coprifuoco alcune strutture ricettive – come quelle negli aeroporti o nei siti culturali – insieme ad alimentari, frutterie, farmacie e rivenditori di prodotti alimentari all’ingrosso.
PER IL PRESIDENTE AL-SISI L’IMPATTO DELLA GUERRA E’ IL PIU’ DEVASTANTE DALLA PANDEMIA DI COVID
Intervenendo alla Conferenza Internazionale sull’Energia Egiziana (Egypes 2026), in corso fino a mercoledì primo aprile a Nuova Cairo, il presidente Abdelfattah Al-Sisi ha dichiarato che l’impatto del conflitto israelo-statunitense contro l’Iran “è il più devastante” mai registrato, tenendo anche presenti le conseguenze sull’economia che generò la pandemia di Covid-19, la guerra in Ucraina e quella a Gaza.”La prosecuzione della guerra avrà pericolose ripercussioni sull’economia globale” ha aggiunto, avvertendo del “doppio shock” che determinerà su carburante, fertilizzanti e prodotti agricoli in termini di scarsità di approvvigionamento e impennata dei prezzi. Un problema che colpirà soprattutto i Paesi in via di sviluppo.
In Egitto, come ha riferito il ministero dell’Energia, in un mese le importazioni di gas in Egitto sono passate da 560 milioni di dollari a 1,65 miliardi di dollari. Di conseguenza sono aumentati i prezzi del carburante e il ministero dei Trasporti ha dovuto anche aumentare i biglietti di treni e trasporto pubblico urbano.
L’APPELLO A TRUMP: ‘SOLO LUI PUO’ FERMARE QUESTA GUERRA’
Da Nuova Cairo quindi, Al-Sisi ha fatto anche appello al presidente degli Stati Uniti Donald Trump: “Nessun altro può fermare questa guerra nella regione e nel Golfo” e ha ribadito la disponibilità dell’Egitto a ospitare eventuali negoziati tra Washington e Teheran. Poi ha sollevato anche la necessità, in questa fase così delicata, di ampliare la cooperazione con Cipro e l’Unione Europea, a partire dall’immissione dei giacimenti di gas ciprioti sui mercati globali attraverso gli impianti di liquefazione egiziani. Un modo, questo, con cui Il Cairo punta a rafforzare il suo ruolo di hub energetico regionale.
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