ROMA – Lo scenario internazionale, che nonostante i dazi Usa aveva visto nel 2025 una crescita del Pil e del commercio globale, “si è però rapidamente deteriorato nelle prime settimane del 2026. Le tensioni con l’Iran, acuitesi nella primavera del 2025, si sono trasformate in un confronto militare di ampia portata che oggi coinvolge il Medio Oriente, un’area cruciale per l’approvvigionamento globale di energia e di materie prime essenziali”. Lo dice il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta nella sua relazione all’Assemblea ordinaria dei partecipanti in occasione dell’approvazione del bilancio d’esercizio 2025.
“L’effetto più immediato del conflitto” in Medio Oriente “è stato un forte aumento dei prezzi del gas e del petrolio, con un conseguente indebolimento delle prospettive di crescita e nuove pressioni inflazionistiche. Più in generale, si consolida un contesto di elevata incertezza, destinato verosimilmente a protrarsi oltre la fase acuta del conflitto”, sottolinea Panetta.
“Le esportazioni attraverso lo stretto di Hormuz si sono pressoché interrotte e stanno emergendo danni rilevanti alle infrastrutture di produzione e raffinazione.Anche in caso di una rapida cessazione delle ostilità, il ritorno a condizioni ordinate nel mercato dell’energia richiederebbe tempi non brevi”, aggiunge il governatore della Banca d’Italia.
IN AREA UE NEL 2026 INFLAZIONE IN RIALZO E CRESCITA PIÙ CONTENUTA
“Nel 2025 l’attività economica nell’area dell’euro mostrava segnali di rafforzamento”, ma “il conflitto in Medio Oriente ha modificato bruscamente le prospettive. I mercati finanziari hanno reagito con un aumento dei rendimenti e dei premi per il rischio, un calo dei corsi azionari e un indebolimento dell’euro. Le aspettative di breve termine sull’inflazione e sui tassi ufficiali sono state riviste al rialzo. L’incertezza e l’inasprimento delle condizioni finanziarie hanno riacceso i timori di un deterioramento delle condizioni di accesso al credito”. Lo dice il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta nella sua relazione all’Assemblea ordinaria dei partecipanti in occasione dell’approvazione del bilancio d’esercizio 2025.La politica monetaria, spiega Panetta, “si trova così nuovamente a fronteggiare uno shock negativo di offerta in un contesto di elevata incertezza, come già avvenuto nel 2022, all’indomani dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Secondo le proiezioni recentemente diffuse dalla Bce, nel 2026 l’inflazione sarebbe superiore all’obiettivo, con un graduale rientro nell’anno successivo, e la crescita economica sarebbe più contenuta rispetto alle stime precedenti. Se lo shock energetico risultasse più forte e persistente di quanto previsto nello scenario di base, l’inflazione aumenterebbe ulteriormente mentre la crescita risulterebbe più debole”.
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