ROMA – E’ stato eletto vicepresidente del Myanmar il generale Min Aung Hlaing, autore del colpo di Stato del 2021, che pose fine al governo eletto della Premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi. A dargli il lasciapassare per la vicepresidenza, 247 deputati su 260 totali, a cui spetterà il compito in settimana di eleggere gli altri due previsti dalle norme. La testata indipendente The Irrawaddy denuncia che gli attuali membri del Parlamento sarebbero coloro che permisero il colpo di Stato, che spinse alla fuga buona parte dei parlamentari eletti e dei ministri de governo San Suu Chi, mentre altri venivano arrestati e incarcerati, lei compresa. Gli esuli hanno formato un governo in esilio che non ha ricevuto il necessario sostegno internazionale per riprendere il potere nel Paese.
Prima del voto, Hlaing ha lasciato le Forze armate – Tatmadaw – e rivestito gli abiti civili, mantenendo quanto aveva precedentemente annunciato. Ha compiuto così un primo passo per potersi candidare alle elezioni generali – legislative e presidenziali – che si terranno ad aprile, le prime dopo il golpe e che mirano a superare la giunta militare per riportare un governo di civili. Il passato di Hlaing però preoccupa gli osservatori, anche alla luce del fatto che ha ceduto la carica di Stato maggiore al generale Ye Win Oo, definito dagli analisti “il suo fedelissimo”. Altro prezioso membro dell’entourage lealista di Hlaing, il generale Kyaw Swar Lin, che è stato nominato vice comandante in capo delle forze armate.
UN QUARTO DEI CIVILI NON HA ABBASTANZA CIBO
Questi “rimpasti” fanno temere che in Myanmar permarrà lo status quo. Il Paese versa in condizioni difficili: prosegue il conflitto interno tra il Tatmadaw e gruppi armati di matrice etnica, con attacchi e rappresaglie violente che non risparmiano villaggi e comunità. Il governo dei militari sono accusati anche di cattiva gestione dell’economia, con un quarto della popolazione che soffre la fame, stando ai dati del Programma alimentare mondiale. La testata Irrawaddy avverte che l’aumento del costo del carburante potrebbe mettere a repentaglio il raccolto del riso, tra le principali risorse alimentari del Paese.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it
