ROMA – L’amministrazione Trump ha annunciato che il Dipartimento di Giustizia americano aggiungerà al protocollo federale per la pena di morte tre metodi alternativi all’iniezione letale: plotone d’esecuzione, sedia elettrica e asfissia da gas. Purtroppo, spiegano, i farmaci per l’iniezione letale sono difficili da reperire, le case farmaceutiche si rifiutano di venderli alle carceri, e il governo non intende farsi bloccare da un problema di approvvigionamento. Insomma: se manca il pentobarbital, si trova un altro modo.Poco prima della fine del suo primo mandato, Trump aveva già eseguito tredici condanne a morte in pochi mesi, dopo una pausa di vent’anni. Biden aveva poi commutato la pena a 37 dei 40 detenuti nel braccio della morte federale, lasciandone tre: Tsarnaev, il bombarolo della maratona di Boston; Roof, che uccise nove fedeli in una chiesa della Carolina del Sud; Bowers, autore del massacro alla sinagoga Tree of Life di Pittsburgh.Il Dipartimento di Giustizia sta ora chiedendo la pena capitale per oltre quaranta imputati in tutto il paese. Nessuno è ancora arrivato a processo. I tempi della giustizia americana sono lunghi, i ricorsi numerosi, e ogni nuovo metodo di esecuzione apre inevitabilmente una nuova stagione di contenziosi costituzionali. I condannati potranno impugnare i protocolli invocando il divieto di “pene crudeli e inusuali” sancito dalla Costituzione. Anche se la Corte Suprema – scrive l’Agenzia Reuters – storicamente, ha sempre respinto questi ricorsi.
La sedia elettrica e il plotone d’esecuzione non vengono riesaminati dal XIX secolo, e l’asfissia da gas – introdotta per la prima volta dall’Alabama nel 2024, insufflando azoto attraverso una maschera fino al soffocamento – non è mai stata valutata dalla Corte. Il contenzioso legale potrebbe durare anni.
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