ROMA – In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa, che si celebra oggi, 3 maggio, la Federazione Internazionale dei giornalisti lancia l’allarme sulla “deplorevole” situazione nel mondo e invita alla mobilitazione dei cittadini “per difendere il diritto all’informazione, pilastro fondamentale delle democrazie”.
“LIBERTÀ DI ESPRESSIONE DIMINUITA DEL 10%”
Come riporta l’Ifj delle sue pagine on line, il Secondo Rapporto sulle tendenze mondiali dell’Unesco sulla libertà di espressione e lo sviluppo dei media (2022-2025) evidenzia che la libertà di espressione è diminuita del 10% dal 2012, una cifra che la Federazione Internazionale dei Giornalisti definisce “allarmante” e la cui portata “è paragonabile a quella osservata durante i periodi più travagliati del XX secolo”. Nel 2025, “128 giornalisti sono stati uccisi nell’esercizio delle loro funzioni, e quest’anno altri 9 hanno già perso la vita”.
GIORNALISTI E CONFLITTI ARMATI
L’Ifj condanna in modo specifico “i conflitti armati in cui l’essere identificati come “giornalisti” è diventato motivo di persecuzione anziché di protezione. In Ucraina, Palestina, Libano e Sudan, ad esempio, i giornalisti vengono arrestati, costretti all’esilio o uccisi a causa del loro lavoro”. La Federazione internazionale sottolinea poi che, al di là delle zone di guerra, le minacce si moltiplicano assumendo altre forme. Nel suo ultimo rapporto globale sulla sorveglianza, pubblicato il 28 aprile, l’Ifj evidenzia “la sorveglianza sistematica e senza precedenti attuata contro i giornalisti, dove le classiche email di phishing e i siti web falsi coesistono ormai con spyware di livello statale, compromettendo la sicurezza dei cronisti e la protezione delle loro fonti, senza un’adeguata supervisione legislativa o regolamentare”.
LE MINACCE DELL’IA
Viene poi espressa “preoccupazione per l’ascesa dell’intelligenza artificiale, che rappresenta una minaccia per le democrazie: disinformazione su larga scala, furto d’identità, sostituzione dei giornalisti con strumenti automatizzati che non tengono conto degli standard etici e utilizzo del lavoro dei giornalisti da parte delle piattaforme senza accordo né remunerazione”. La Federazione Internazionale “condanna queste nuove forme di attacco, considerandole ulteriori occasioni per mettere a tacere i giornalisti e impedire loro di informare il pubblico”.
BELLANGER (IFJ): “I CITTADINI DIFENDANO IL LORO DIRITTO AD ESSERE INFORMATI”
Il segretario generale dell’Ifj, Anthony Bellanger, ha dichiarato: “Ogni attacco a un professionista dei media è un attacco volto a mettere a tacere una notizia che ha lo scopo di informare i cittadini. La deplorevole situazione della libertà di stampa in tutto il mondo deve mobilitare ognuno di noi. Attraverso i giornalisti, sono i nostri lettori, i nostri ascoltatori, a essere presi di mira e gli viene impedito di prendere decisioni informate. Il nostro diritto giornalistico di informare è anche il diritto del pubblico di essere informato. Spetta altrettanto ai cittadini mobilitarsi per proteggere questo diritto, chiedendo conto ai propri governi. Abbiamo bisogno di leggi – ha concluso – che proteggano il diritto all’informazione, garantiscano l’indipendenza e il pluralismo dei media, vietino l’uso di spyware e di ogni forma di sorveglianza, regolamentino l’uso dell’intelligenza artificiale e combattano l’impunità sistemica di coloro che violano la libertà di stampa. È tempo di agire. Insieme”.
Oggi, 3 maggio, l’Ifj e le sue affiliate si riuniranno a Place de l’Hôtel de Ville a Parigi alle 18 per riaffermare il loro comune impegno a favore di una stampa libera e indipendente. Sarà inoltre allestita una mostra che ripercorre la storia del sindacato internazionale, sulle balaustre dell’Hôtel de Ville. Mentre dal 4 al 7 maggio, la Federazione Internazionale terrà a Parigi il suo Congresso Mondiale del Centenario, riunendo centinaia di delegati provenienti da tutto il mondo “per delineare il futuro del giornalismo e della libertà di stampa”.
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