Sostenere le imprese e rafforzare i conti pubblici
Il quadro macroeconomico presentato nel Dfp 2026 sembra essere cauto e raggionevole, con una crescita stimata attorno allo 0,6% per il periodo 2026-2027. Tuttavia, un progresso così limitato non è sufficiente a ridurre il carico del debito pubblico né a risolvere le debolezze strutturali della nazione.
Il deficit, pur in calo progressivo, è influenzato negativamente dal deterioramento del saldo primario, aggravato dai bonus edilizi, dall’aumento della spesa per interessi e dall’incremento della spesa corrente. Senza un incremento sostenuto della crescita, ogni tentativo di recupero finanziario rischia di essere lento, fragile e molto vulnerabile agli shock esterni.
Questo è quanto dichiarato da Donatella Prampolini, vicepresidente di Confcommercio con responsabilità sulle politiche fiscali e di bilancio, durante un’audizione sul Dfp presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato.
In questo scenario, Confcommercio evidenzia l’importanza di affiancare alla stabilità finanziaria un approccio più completo e duraturo di riforme, capace di potenziare il dinamismo delle imprese e il potenziale di crescita dell’economia. “L’Italia – continua Prampolini – non ha necessità solo di prudenza nei bilanci, ma anche di un piano più integrato per aumentare il potenziale economico, promuovendo una maggiore vitalità delle imprese, attualmente ostacolata da pesi normativi e mancanza di innovazione”.
In ambito fiscale, Confcommercio esprime supporto per il Concordato Preventivo Biennale, considerato un metodo per migliorare la compliance. Tuttavia, ci sono priorità di fondamentale importanza che rimangono irrinunciabili: è necessario abbattere il cuneo fiscale e rendere permanenti le esenzioni sulle retribuzioni contrattuali e sui premi legati alla produttività, ampliare la riduzione dell’aliquota IRPEF per redditi fino a 60mila euro e completare l’eliminazione dell’IRAP, attualmente limitata soltanto ai contribuenti privati e alle ditte individuali.
Per quanto riguarda il credito, preoccupa che il rientro dei finanziamenti continui a escludere le piccole imprese, quelle con meno di 20 dipendenti, che costituiscono il 98% della produzione italiana. Secondo la confederazione, è urgente ripristinare la struttura delle garanzie del Fondo PMI come era nel 2019, per fornire un aiuto concreto a chi ne ha maggiore necessità.
Nell’attuazione del PNRR e dei Fondi di Coesione, persistono problematiche sistemiche che richiedono soluzioni strutturali: è fondamentale stabilizzare il personale nella pubblica amministrazione, rafforzare le amministrazioni locali e garantire una piena interoperabilità dei sistemi di monitoraggio.
In relazione a energia, digitale e trasporti, Confcommercio richiede la conclusione della riforma del mercato elettrico, la possibilità di accedere all’intelligenza artificiale per le PMI attraverso opportunità di formazione e strumenti pratici, e l’estensione dei crediti d’imposta sui carburanti per includere anche il GNL e il trasporto via mare.
Sulla questione del welfare, è indispensabile agevolare il passaggio generazionale, promuovere la previdenza complementare e riconoscere l’importanza della sanità integrativa nel rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale.
Infine, nel settore turistico, è insufficiente semplicemente aumentare la visibilità delle destinazioni minori: è necessario creare infrastrutture, fornire incentivi concreti e progetti di investimento mirati per rendere le aree interne del Paese davvero competitive e attraenti.
Ciro Di Pietro
