ROMA – “Domani, primo maggio, è la festa dei lavoratori di tutto il mondo. È una festa della Repubblica, che sul lavoro si fonda. Anticiparne la celebrazione in questo luogo così iconico ricorda il cammino del nostro Paese con le sue fatiche e i suoi successi, il dinamismo che ha fatto breccia nei mercati e nell’immaginario collettivo, sottolinea la tessitura della solidarietà e dei diritti in fabbrica e fuori di essa”. Lo dice il presidente della Repubblica a Pontedera per le celebrazione della Festa del Lavoro alla vigilia del primo maggio.
LAVORO. MATTARELLA: TRA OBIETTIVI DEMOCRAZIA PIENA E BUONA OCCUPAZIONE
Il Capo dello Stato afferma che “il lavoro è presidio della società, è espressione della libertà della persona e delle comunità, è dignità, è strumento di partecipazione, di costruzione. L’obiettivo di una piena e buona occupazione è iscritto tra quelli della nostra democrazia. È il messaggio dei Costituenti che hanno voluto che la Repubblica, di cui stiamo per festeggiare l’ottantesimo compleanno, fosse ‘fondata sul lavoro’ proprio per dare alla democrazia, alla libertà, all’uguaglianza, finalmente conquistate, un contenuto più forte e impegnativo. Per sottolineare che la Repubblica sarebbe stata il tempo delle opportunità”.
MATTARELLA: MORTI SUL LAVORO TRIBUTO INACCETTABILE, UNA PIAGA NON SANATA
“Due giorni fa, la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro ha riproposto all’attenzione delle pubbliche opinioni una piaga che non accenna a sanarsi. Un richiamo che in verità giunge dalle dolenti note di ogni giorno. Le cronache ci restituiscono pressoché quotidianamente notizie di lavoratrici e di lavoratori che perdono la vita o rimangono infortunati nello svolgimento delle loro attività”, dice Mattarella. “La sicurezza sul lavoro – aggiunge – resta un impegno, un dovere che non consente rinunce o distinzioni. Tra luoghi di lavoro e in itinere, sono oltre mille le vite spezzate ogni anno. Nel ricordarle, rinnovando vicinanza alle famiglie delle vittime, va ribadito che si tratta di un tributo inaccettabile. La lotta alle incurie, alle illegalità, alle imprudenze deve coinvolgere tutti: imprenditori, lavoratori, istituzioni, società. Le cronache a intimarci che ciò che facciamo non è ancora abbastanza per tutelare la salute di chi lavora. Deve migliorare l’organizzazione, il rispetto delle regole, la cultura della sicurezza comune”.
MATTARELLA: DIVARIO DI GENERE DA COLMARE SU CARRIERE E RETRIBUZIONI
“Nel frattempo, siamo chiamati a fare la nostra parte. Potremmo intendere i punti maggiormente critici del nostro mercato del lavoro come potenzialità ancora inespresse, come riserve a cui attingere velocemente per dare nuovo impulso alla società e all’economia italiana. Certamente la prima di queste leve su cui concentrarsi è il lavoro delle donne”, spiega il Presidente della Repubblica. “L’occupazione femminile in Italia – sottolinea il capo dello Stato – è anch’essa cresciuta negli ultimi anni, raggiungendo tassi che per noi costituiscono un primato; tuttavia, resta consistente il gap da colmare rispetto alla media europea. Il divario di genere che emerge non soltanto dai tassi di occupazione, ma anche dalla disparità che perdura nelle retribuzioni e nelle carriere, va colmato. E va colmato con un complesso di interventi e attenzioni sui fattori strutturali e sui contesti territoriali, ma anche sulla qualità del lavoro e sui servizi, per favorire la conciliazione con gli altri impegni di vita”.
MATTARELLA: GLI UNDER 30 ‘AUTONOMI’ SENZA AUTONOMIA
“L’altro punto critico da intendere come riserva di potenziale sviluppo da attivare – afferma Mattarella- è il lavoro dei giovani. Ancora troppo alta l’età di ingresso nel mercato del lavoro. Nella nostra società i giovani sono poco ascoltati, c’è una scarsa attenzione alla loro maturazione e alla loro indipendenza. Se guardiamo ai lavoratori definiti ‘indipendenti’ che lavorano però per un solo datore (insomma, lavoratori autonomi senza autonomia), scopriamo che la parte più consistente è formata proprio da under 30”.
MATTARELLA: ORA LA SFIDA È L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
“Le fabbriche, con la loro inventiva, con l’orgoglio operaio di prodotti eseguiti alla perfezione, hanno offerto in questi ottant’anni della vita della Repubblica una lezione. Oggi siamo a confronto con la sfida dell’intelligenza artificiale. Ebbene, proprio a un territorio e a una realtà come queste credo che si possa applicare una riflessione di Carlo Cattaneo che, nel cuore della rivoluzione industriale di quel tempo, nel 1845, nel suo ‘Industria e morale’, affermava che le rivelazioni della scienza si vanno collegando per molteplici fila alle fatiche dell’officina, elevandole ad alta dignità. E fu la cultura politecnica a unire umanesimo e scienza, dando vita a quella che venne definita ‘civiltà delle macchine’, con la persona al centro di questi processi. È oggi nuovamente una nuova frontiera con cui dobbiamo misurarci nell’affermazione dei valori che ispirano la nostra comunità”, afferma Mattarella.
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