ROMA – “Un paese indebitato non è totalmente libero. Dipende da questo vincolo che non si può ignorare”. Lo dice il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo in aula alla Camera al termine della discussione generale sul Documento pubblico di finanza (Dfp).
“Dipende da questo vincolo- aggiunge Giorgetti- che non si può ignorare. Se qualcuno viene a proporre l’idea di cominciare a spendere senza ritegno, senza considerare questo tipo di vincolo, posso garantire che la sostenibilità del debito diventerà un vero grosso problema per chiunque avrà la responsabilità di assicurarlo”. “La crescita- dicer ancora-. Ora, io non è che voglio cercare attenuanti, nei processi attenuanti generiche e specifiche, però siamo arrivati nel pieno dello shock energetico generato dall’aggressione russa all’Ucraina; abbiamo navigato in mezzo alla guerra commerciale in questi – e devo dire che siamo riusciti a disimpegnarci come Paese meglio di quello che era previsto. Adesso un altro shock che deriva dal conflitto in Medio Oriente”. Noi, osserva, “siamo arrivati al 28 febbraio in una situazione non disastrosa, nel senso che la crescita era ricominciata a delinearsi nell’ultimo trimestre del 2025 e anche nel 2026. Il dato che questa mattina è stato pubblicato testimonia il fatto che eravamo in territorio positivo: si è fermato allo 0,2%. Non so stimare il calcolo relativo al mese di marzo o al contributo del mese di marzo, ne capiremo di più nelle prossime settimane, nei prossimi mesi. Ma noi non possiamo ignorare quello che è accaduto e quello che sta accadendo e quindi, con realismo, serietà e – qualcuno ironizza – prudenza, noi dobbiamo scrivere delle previsioni che siano realistiche”.
GIORGETTI: DIFFICILE SOSTENERE ‘ESCAPE CLAUSE’ PER DIFESA E NON PER ENERGIA
“Quello che noi stiamo dicendo, che insieme a noi stanno dicendo altri Paesi a livello europeo, che ad altri Paesi a livello europeo invece interessa relativamente perché hanno altri tipi di emergenza”, afferma il ministro dell’Economia. Quello che io sostengo, che ho detto in Commissione e lo ribadisco qui (che è molto difficile da sostenere, quantomeno politicamente): una clausola, una escape clause come la chiamano in Europa, che preveda la possibilità di non considerare ai fini del Patto le spese per la difesa e invece le escluda per quanto riguarda interventi a favore di famiglie e imprese per quanto riguarda l’energia. Vedo qui un’incongruenza logica che noi ribadiremo e continueremo a ribadire”.
GIORGETTI: ABBIAMO RIDOTTO LA TASSAZIONE SUL LAVORO
“Noi abbiamo ridotto la tassazione sul
lavoro”.Noi, sottolinea Giorgetti, “abbiamo
ridotto la tassazione sul lavoro, perché le entrate dell’IRPEF
sono ridotte. E incredibilmente – mi rivolgo verso i banchi della
sinistra – incredibilmente sono aumentate le entrate dagli
accertamenti della compliance fiscale, incredibilmente sono
entrate le tassazioni degli extraprofitti delle banche, delle
grandi aziende energetiche, incredibilmente sono aumentate le
tassazioni sulle rendite finanziarie, che è quella che ha
contribuito nel modo maggiore alla, diciamo così, performance
fiscale”.
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