BOLOGNA – Oggi è l’1 dicembre, giorno che segna l’inizio del conto alla rovescia per l’arrivo del Natale. Conto alla rovescia che è ormai una abitudine sempre più diffusa nelle famiglie che hanno bambini ma non solo. Sì, perchè fino a una trentina di anni fa il tradizionale ‘calendario dell’avvento’ era solitamente un calendario fatto di carta, magari con un po’ di brillantini, in cui si aprivano le 24 finestrine per ammirare ogni giorno un disegnino nuovo (un pupazzo di neve, un albero di Natale, un paesaggio innevato), negli ultimi anni il calendario dell’avvento è diventato un oggetto molto più corposo, fatto di regalini o dolcetti, ed è ormai un ‘must’ per bambini ma non solo. E, sempre più spesso, si accompagna ad un’operazione di vero e proprio marketing. Che aumenta di anno in anno.
CHI PIÙ NE HA PIÙ NE METTA
Si trovano ormai in commercio calendari dell’avvento di ogni tipo (di carta, di stoffa, con i sacchettini, fatti a scatoline), da riempire oppure in certi casi anche già pronti. E ci sono anche i calendari dell’avvento virtuali, perchè su Instagram e in generale sui social si moltiplicano le pagine che avviano un conto alla rovescia verso il Natale, magari lanciando contest in cui coinvolgere il pubblico. Ci sono poi , sempre più spesso, calendari dell’avvento brandizzati e ‘targati’ da aziende famose e meno famose, di diversi settori. Insomma, il mood degli ultimi anni è che ogni brand che si rispetti fa in modo di avere un proprio calendario dell’Avvento. Pena la brutta figura e l’esclusione dal trend del momento. Ce n’è per tutti i gusti: si trovano calendari dell’avvento pieni di prodotti di bellezza (con cremine e trucchi costosissimi), di giocattoli (in testa ci sono la Lego e la Playmobil), di libri per bambini (un libricino per ogni giorno), di prodotti gastronomici e ovviamente di cioccolatini e dolciumi, categoria questa per cui veramente c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ma esistono perfino calendari dell’avvento contenenti assaggini di alcolici. Sì, perchè alla fine un mini regalo al giorno fa bene a tutti, non solo ai più piccoli. E l’attesa del Natale resta per sempre magica, anche per gli adulti che vogliono regalarsi un po’ di atmosfera di festa anticipata.
QUANDO È NATO IL CALENDARIO DELL’AVVENTO
Ma quando è stato inventato il primo calendario dell’avvento? Così come lo immaginiamo ora, il primo calendario dell’avvento lo ha inventato nel 1902 da Gerhard Lang, tipografo ed editore tedesco. Ma la sua è stata solo un’intuizione geniale, ovvero quella di concretizzare con un oggetto una tradizione che, in realtà, andava avanti da molto tempo: contare in qualche modo i giorni che mancavano al Natale. Lang raccontò ad esempio che sua madre, quando era piccolo, a partire dal primo dicembre preparava per lui 24 biscotti da mangiare, uno per ogni giorno in attesa del Natale, accompagnandoli con disegni da ritagliare e incollare su un cartoncino. Così gli venne l’idea e realizzò un calendario stampato su carta con immagini che richiamavano il Natale. Non c’erano, però, all’inizio, le finestrelle, che arrivano solo anni dopo. E non si chiamavano neanche calendari dell’avvento, parola che cominciò a essere utilizzata solo dopo. Erano noti come calendari di Natale o calendari di San Nicola. Lo stesso Lang a un certo punto pensò di aggiungere le finestrelle, che iniziarono a diffondersi intorno al 1920. La grande popolarità dei calendari dell’avvento, e la sua diffusione in tutto il mondo, partì poi dopo la seconda Guerra Mondiale, quando i calendari sbarcarono negli Stati Uniti ed ebbero un grandissimo successo.
LA PAROLA ‘AVVENTO’
Ma cosa significa Avvento e perchè questa parola è ancora utilizzata? La parola ‘Avvento’, di tradizione cristiana, deriva dal latino ‘adventus’, che significa “venuta”. Che sarebbe appunto la venuta di Gesù Cristo, che nasce il 24 dicembre. Con la parola ‘Avvento’ ci si riferiva a una serie di celebrazioni e riti che contrassegnavano il periodo precedente il Natale, nell’attesa appunto della nascita di Cristo. Ad esempio preghiere, digiuno e raccoglimento.
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