BOLOGNA – Da pochi giorni Palazzo D’Accursio, la sede principale del Comune di Bologna, è protetto da uno Scudo blu: ovvero il simbolo internazionale della Convenzione dell’Aja del 1954 per la tutela dei beni culturali nei conflitti armati. Lo riferisce la consigliera comunale Roberta Toschi (Pd), che un anno fa aveva presentato un ordine del giorno collegato al bilancio dedicato proprio a questo tema: il documento fu approvato e ora è arrivato l’ok all’inserimento dell’immobile nella mappa del patrimonio da proteggere. La dem è tornata sull’argomento nel Consiglio comunale di qualche giorno fa, proponendo all’aula un ulteriore documento che a questo punto ha l’obiettivo di andare oltre Palazzo D’Accursio.
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Quella incentrata sullo Scudo blu è “un’azione che viene intrapresa dalla Croce rossa italiana su mandato dell’Unesco”, ricorda Toschi: in questo solco è stato “sottoscritto un protocollo con Anci che quindi riguarda tutti i Comuni italiani. In base a questo protocollo la Croce rossa, attraverso i suoi comitati, noi abbiamo quello di Bologna che collabora continuativamente con il Comune, propone alla città di intraprendere un percorso per ‘scudare’ monumenti di particolare prestigio o anche opere immateriali, che possono essere raccolte di documenti, di quadri o comunque di opere di un certo rilievo”. A seguito dell’odg di un anno fa, dunque, “abbiamo proceduto a sottoscrivere questo protocollo con la Croce rossa di Bologna, la quale ha messo a disposizione del nostro assessorato alla Cultura e del settore- continua la consigliera di maggioranza- anche un operatore del servizio civile e un suo coordinatore Olp”, acronimo che sta per Operatore locale di progetto. In questo modo, racconta ancora Toschi, si è potuta “sottoporre a Ginevra la candidatura di Bologna come città aderente allo Scudo blu, per ‘scudare’ Palazzo D’Accursio”.
Ebbene, in queste settimane “abbiamo avuto notizia che abbiamo ottenuto questa certificazione: significa- continua Toschi- che potremo e dovremo apporre lo scudo blu su Palazzo D’Accursio, che verrà inserito in una mappatura nazionale ed europea che sancisce che Palazzo D’Accursio, in caso di conflitto, non può essere utilizzato come centrale, come punto di appoggio per azioni militari e, soprattutto, deve far parte delle mappe di protezione, per cui non può essere oggetto di minaccia o di sganciamento di bombe. Non deve essere colpito perché è ritenuto protetto”.
Su queste basi, “l’odg che propongo quest’anno e che spero raccolga l’unanimità, esattamente come è successo l’anno scorso”, prosegue Toschi, propone di “l’individuazione di altri monumenti ed altre opere meritevoli di essere scudate”. E’ un tema che fino a pochi anni fa poteva sembrare “quasi anacronistico”, sottolinea poi Toschi, ma intanto è iniziata una “stagione purtroppo terribile, dove nessuno si sente più così al sicuro”: questi ultimi due anni e mezzo “hanno scosso in tutti noi questa certezza. Per cui scudare, proteggere, intraprendere un percorso di riconoscimento di quello che noi non vorremmo mai che venisse toccato in caso di conflitto, credo che sia anche un percorso di consapevolezza dell’importanza della pace”. Una tutela che appariva formale, così, “credo che oggi- chiosa Toschi- diventi addirittura sostanziale”. Insomma, “anche qui dobbiamo preoccuparci delle guerre e della protezione del nostro patrimonio”, aggiunge la capogruppo dem Giorgia De Giacomi.
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