ROMA – “L’Australia sta commettendo un terribile errore umanitario permettendo che la nazionale femminile di calcio iraniana sia costretta a tornare in Iran, dove molto probabilmente verrà uccisa. Non lo faccia, signor Primo Ministro, le dia ASILO. Gli Stati Uniti la accoglieranno se non lo farà…”. Con un post pubblicato su Truth e ripreso dalla Casa Bianca, il presidente Trump ha fatto sapere che gli Stati Uniti accoglieranno le ragazze della nazionale di calcio femminile iraniana, se non lo farà l’Australia. Parole, quelle del presidente, che potrebbero cambiare le carte in tavola e porre fine agli accorati appelli di queste ultime ore.
I FATTI
In occasione delle partita preliminare della Coppa d’Asia in Australia contro la Corea del Sud, le giocatrici iraniane si sono rifiutate di cantare l’inno nazionale. Negli incontri successivi disputati contro le padrone di casa e le Filippine, e persi entrambi, le ragazze, forse dopo pressioni, hanno cantato l’inno e fatto il saluto militare. Ma nonostante questo, il silenzio scelto nel primo match, potrebbe fargli correre dei rischi una volta rientrate in patria. La TV di stato iraniana, non a caso, le ha definite delle “traditrici”. Tantissimi sono stati gli appelli al governo australiano per garantire loro sicurezza e asilo.
In un post su X, Reza Pahlavi, figlio del deposto scià di Persia, ieri ha fatto sapere che “le giocatrici della Nazionale di calcio femminile iraniana sono sottoposte a forti pressioni e continue minacce da parte della Repubblica Islamica. A causa del loro coraggioso atto di disobbedienza civile, rifiutandosi di cantare l’inno nazionale del regime, rischiano terribili conseguenze se dovessero tornare in Iran. Chiedo al governo australiano di garantire la loro sicurezza e di fornire loro tutto il supporto necessario”.
In un post successivo, Pahlavi ha affermato che ad alcune delle ragazze della squadra hanno abbandonato il ritiro, ed hanno ottenuto asilo: “Desideriamo informare i nostri connazionali e i media che cinque giocatrici della nazionale femminile di calcio iraniana, Fatemeh Pasandideh, Zahra Ghanbari, Zahra Sarbali, Atefeh Ramezani Zadeh e Mona Hamoudi, sono riuscite a lasciare il ritiro della squadra e a chiedere asilo in Australia. Le cinque atlete, che ora si trovano in un luogo sicuro, hanno annunciato la loro adesione alla Rivoluzione Nazionale del Sole e della Luna dell’Iran”.
Sui social, circolano dei video girati fuori lo stadio, di alcuni manifestanti contro il regime iraniano che cercano di impedire all’autobus della squadra della nazionale di ripartire. Alcuni dei presenti sostengono di aver visto le calciatrici utilizzare il linguaggio dei segni per chiedere aiuto.
As the bus carrying Iran’s women’s football team was leaving the stadium, the situation suddenly took a dramatic turn when from inside the bus the players began signaling “Help” in sign language.
This all started when they refused to sign the national anthem in their first game… pic.twitter.com/k2pVVPBiNb
— Throwback Iran (@Tarikh_Eran) March 8, 2026
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