REFERENDUM. NORDIO: “MI ASSUMO LA RESPONSABILITÀ POLITICA”
La riforma “porta il mio nome e me ne assumo la responsabilità politica”. Lo dice il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in una lunga intervista a Sky Tg24, all’indomani del referendum che ha ‘bocciato’ la legge costituzionale che puntava alla separazione delle carriere dei magistrati. Il “No” si è attestato al 53,74%. Affluenza record, vicina al 59%. Le “sconfitte vanno affrontate con serenità”, ha aggiunto il ministro ammettendo “difetti di comunicazione e di impostazione”. Quanto a Giusi Bartolozzi, Nordio ribadisce che la sua capo di gabinetto “non è in discussione”, mentre critica l’Anm che “si è comportato come un soggetto politico anomalo”.
LE OPPOSIZIONI ESULTANO MA C’È IL NODO PRIMARIE
Il voto del referendum “dice che nel Paese c’è già una maggioranza alternativa”. Lo sottolinea Elly Schlein dopo la vittoria del no. Le forze progressiste, avverte la segretaria Pd, “hanno la responsabilità di organizzare questa speranza”. Nel centrosinistra si ragiona sulle conseguenze del voto nel cosiddetto ‘campo largo’. Per il leader del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte, prima delle primarie viene il programma che “deve nascere dal basso con i cittadini” e poi “vedere chi sarà l’interprete migliore” per la premiership. Per Nicola Fratoianni, Sinistra Italiana, “la priorità non sono le primarie ma una nuova proposta di salario minimo”.
FOSSE ARDEATINE. MATTARELLA RENDE OMAGGIO ALLE VITTIME
Ottantadue anni dall’eccidio delle Fosse Ardeatine. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato, insieme alle alte cariche dello Stato, alla cerimonia commemorativa al Mausoleo che ricorda le 335 vittime della strage nazista del 24 marzo 1944. Il capo dello Stato ha deposto sulla lapide una corona d’alloro. Marco Trasciani, segretario generale ANFIM, ha letto i nomi dei Martiri. Presenti, tra gli altri, i presidenti delle Camere Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
ROMA CAPITALE. LA RIFORMA IN AULA ALLA CAMERA
In Aula alla Camera parte l’esame della riforma costituzionale per Roma Capitale. M5S e Avs sono contrari al testo che Fratelli d’Italia e Forza Italia definiscono “necessario”. Il deputato rosso-verde Filberto Zaratti ha definito il ddl “un obbrobrio costituzionale e istituzionale”, mentre per il pentastellato Francesco Silvestri “non ci sono i tempi”. Dalla maggioranza, Paolo Trancassini ricorda che la riforma “è nel programma di governo”. Per la ministra Elisabetta Casellati il ddl serve a “modernizzare il Paese seguendo lo spirito dei nostri padri costituenti”.
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