ROMA – “L’intelligenza artificiale non è soltanto una rivoluzione tecnologica, è soprattutto una trasformazione economica. Come è accaduto con l’elettricità o con Internet, il vero cambiamento non riguarda la tecnologia in sé, ma il modo in cui essa modifica i processi produttivi, l’organizzazione delle imprese e la struttura dei mercati”. L’impatto dell’Ia sulle aziende al centro dell’analisi di Ubaldo Livolsi, professore di Corporate Finance e fondatore della Livolsi & Partners S.p.A., nel nuovo appuntamento della sua rubrica con l’agenzia Dire, curata da Angelica Bianco.
LIVOLSI: “IN ITALIA LA CORSA ALL’AI PROCEDE ANCORA LENTAMENTE”
“Le principali economie stanno già integrando sistemi di intelligenza artificiale nelle filiere industriali- spiega- nella logistica e nella gestione dei dati. Questo processo sta producendo effetti concreti sulla produttività e sulla capacità di competere sui mercati globali. Anche in Italia la corsa all’intelligenza artificiale è iniziata, ma procede ancora lentamente. Secondo una ricerca della Banca d’Italia, nel 2024 solo l’11,2% delle imprese con almeno 50 dipendenti utilizza tecnologie di IA nei propri processi aziendali, mentre un ulteriore 28,4% prevede di adottarle entro due anni. I dati Eurostat confermano il ritardo: le imprese italiane che utilizzano l’IA sono circa l’8,2%, contro una media europea del 13,5%. Allo stesso tempo, le aziende che hanno già introdotto queste tecnologie mostrano risultati concreti. La produttività del lavoro cresce di oltre il 5% e il margine operativo per dipendente aumenta in media di quasi il 12%”.
L’INTERGRUPPO PARLAMENTARE ‘AI, EMPOWERMENT E MERCATI EMERGENTI’
“In tale prospettiva- continua Livolsi- nasce l’Intergruppo parlamentare ‘AI, Empowerment e Mercati Emergenti’, promosso alla Camera su iniziativa dell’onorevole Antonio Baldelli e sostenuto da parlamentari appartenenti a diverse forze politiche. L’obiettivo è affrontare in modo strutturale il rapporto tra innovazione tecnologica, sviluppo economico e ruolo dell’Italia nei mercati globali. L’Intergruppo ha organizzato i propri lavori in diverse commissioni tematiche dedicate ai principali ambiti di applicazione dell’intelligenza artificiale. In questo quadro mi è stato affidato il coordinamento della Commissione ‘Mercati emergenti, industria e innovazione’, che si occuperà del rapporto tra trasformazione tecnologica, sviluppo industriale e presenza delle imprese italiane nei mercati internazionali”.
“La sfida è costruire un dialogo stabile tra istituzioni, industria, ricerca e sistema finanziario sul tema dell’intelligenza artificiale. Senza questo raccordo il rischio è che l’AI resti una promessa tecnologica più che una leva concreta di crescita economica. Nei prossimi anni- conclude- la competitività del sistema produttivo italiano dipenderà sempre più dalla capacità di integrare innovazione, capitale e strategia industriale”.
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