DA CAMERA OK DL SICUREZZA, POI CDM LAMPO PER DECRETO CORRETTIVO
Il decreto Sicurezza è legge. Con 162 voti favorevoli e 102 contrari, l’Aula della Camera ha approvato il testo in via definitiva dopo una maratona notturna e il voto di fiducia nella giornata di ieri. Al termine della seduta, i deputati di maggioranza si sono alzati per intonare l’inno di Mameli. Dopo l’approvazione, un Cdm ‘lampo’ ha varato il decreto legge correttivo della norma sui rimpatri volontari, per evitare lo stop del Quirinale. Con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni impegnata a Cipro per il vertice Ue, la seduta è stata presieduta dal vicepremier Antonio Tajani.
DL SICUREZZA, MELONI: AVANTI COSÌ, LEGALITÀ NON È NEGOZIABILE
“Con l’approvazione definitiva del decreto Sicurezza, il Governo compie un altro passo concreto per rafforzare la tutela dei cittadini, difendere chi indossa una divisa e affermare con chiarezza un principio semplice: in Italia la legalità non è negoziabile”. A dirlo è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni subito dopo l’approvazione in Aula alla Camera. Il decreto Sicurezza, spiega la premier, introduce “più strumenti per contrastare violenza, degrado, occupazioni abusive, criminalità diffusa e immigrazione illegale”. Previste inoltre “più tutele per le Forze dell’ordine e per i cittadini onesti”.
25 APRILE. IN AULA CAMERA SLOGAN, POLEMICHE E ‘BELLA CIAO’
‘Bella ciao’, foulard tricolori e slogan sulla resistenza e la Costituzione. L’aula della Camera è già in clima 25 Aprile. Ad inizio seduta, tutti in piedi dai banchi dell’opposizione per cantare ‘Bella ciao’, con il presidente di turno Fabio Rampelli che richiama all’ordine. Potrebbe tornare la calma, ma ci pensa l’ex Dc Gianfranco Rotondi, intervenuto per il gruppo di FdI, a riaccendere gli animi definendo ‘mozzaorecchi’ i rappresentanti della sinistra odierna. Risponde Nicola Fratoianni di Avs: “Quella dei ‘mozzaorecchi’ come li ha definiti Rotondi, è la storia di chi ha dato il sangue per liberare questo paese”. Non è finita, dopo il voto dell’Aula sul decreto sicurezza è la volta dell’inno nazionale. Lo cantano tutti tranne i leghisti: “Il Parlamento- dice Salvini- non è un festival canoro”.
BILANCIO, GIOVEDÌ 30 APRILE ALLA CAMERA AL VIA ESAME DFP 2026
Il Documento di finanza pubblica approderà all’esame dell’Aula della Camera giovedì 30 aprile alle 9. A stabilirlo è stata la conferenza dei capigruppo di Montecitorio dopo l’approvazione di mercoledì in Consiglio dei ministri. Il Dfp, parte dei nuovi strumenti di programmazione del bilancio nati dopo la riforma della governance europea, prevede un adeguamento al ribasso delle stime del Pil dal 2026 al 2028. Salgono inoltre le previsioni di indebitamento della pubblica amministrazione, e peggiora il tasso di crescita della spesa netta, indicatore principale per il rispetto dei nuovi criteri comunitari.
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