giovedì, 30 Aprile 26

G20, vertice annuale segnato da tensioni per l’assenza di Trump

MondoG20, vertice annuale segnato da tensioni per l’assenza di Trump

ROMA – Si prevede un’edizione particolarmente animata, quella del summit annuale del G20 di quest’anno. Si apre domani la due giorni di lavori tra i vertici dei Paesi più ricchi tra quelli in via di sviluppo del blocco politico-economico a Johannesburg, in Sudafrica. Tuttavia, sono già previsti sit-in e iniziative di protesta da parte di diversi organismi della società civile, che contestano agli organizzatori di essere stati tagliati fuori. Si tratta di sindacati, associazioni femministe e per i diritti umani che avrebbero voluto portare le loro istanze al summit internazionale, che nel 2025 porta lo slogan “Solidarietà, uguaglianza e resilienza”.

I lavori preparatori del summit sono stati tuttavia dominati soprattutto dallo scontro tra il governo sudafricano del presidente Cyril Ramaphosa e l’omologo Donald Trump, dopo che quest’ultimo ha deciso di “boicottare” l’evento, annunciando l’invio di una delegazione che non prenderà parte ai lavori. Questo perché il presidente degli Stati Uniti continua ad accusare il Sudafrica – senza fornire prove – di perseguitare la minoranza dei bianchi afrikaner, ossia i discendenti dei colonizzatori europei arrivati a partire dal XVII secolo.Trump ha inoltre minacciato l’organismo, con una lettera inviata a inizio settimana dalla diplomazia americana, di astenersi dall’adozione di una nota congiunta al termine del summit, data “l’assenza degli Stati Uniti”. Tale dichiarazione rappresenterebbe il culmine dei 120 incontri a tema economico che il Sudafrica, nel suo anno di presidenza, ha promosso e portato avanti. Per questa ragione il presidente Ramaphosa ha esortato gli altri Stati a ignorare la richiesta: “Senza gli Stati Uniti- ha detto- l’intero processo del G20 procede. Non ci lasceremo intimidire”. Una posizione sostenuta da alcuni Paesi, tra cui la Germania.

All’assenza degli Stati Uniti si aggiunge la diserzione di alcuni presidenti, come il cinese Xi Jinping, il russo Vladimir Putin e l’argentino Xavier Milei. Tuttavia, questi tre Paesi hanno confermato l’invio di delegazioni per prendere parte ai lavori. “L’unico Paese che non è presente sono gli Stati Uniti e, naturalmente, è una loro scelta”, il commento di Xolisa Mabhongo, ambasciatrice sudafricana presso il G20.

Il Sudafrica, nell’agenda del suo anno di presidenza, ha lavorato a diverse questioni presentandole come centrali per la lotta a povertà e disuguaglianze nel continente africano, tra cui mitigazione dell’impatto del cambiamento climatico e dei disastri meteorologici, alleggerimento del debito dei paesi in via di sviluppo e lotta al divario economico globale. Un’agenda che è stata salutata con favore – e con promesse di sostegno – dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e dal presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, nel corso dell’incontro col presidente Ramaphosa di ieri a Johannesburg.

Le tensioni tra Stati Uniti e Sudafrica sono iniziate col secondo mandato del presidente Donald Trump alla Casa Bianca a gennaio scorso, anche in seguito alla denuncia che il Sudafrica porta avanti da dicembre 2023 contro lo Stato di Israele per atti di genocidio a Gaza presso la Corte internazionale di Giustizia.
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