ROMA – Basta “doppio standard nell’attenzione mediatica”. “Mentre l’attacco ai quattro attivisti internazionali ha ottenuto immediata visibilità, le comunità palestinesi aggredite quotidianamente restano in estremo pericolo e pressoché invisibili”: è quanto denuncia la campagna palestinese Faz3a ricostruendo l’aggressione armata che ieri un gruppo di coloni israeliani ha condotto contro tre cittadini italiani – tra cui una donna – e un canadese.L’attacco, portato a termine con maschere sul viso e armi in pugno, è avvenuto nella comunità di Ein Al-Duyuk, nei pressi di Gerico, nella cosiddetta “Area A” della Cisgiordania occupata, vale a dire quella pienamente soggetta al controllo dell’Autorità nazionale palestinese secondo gli Accordi di Oslo del 1994.I quattro attivisti sono parte di un gruppo di stranieri nell’ambito di ‘Faz3a’, una campagna che invita cittadini da tutto il mondo ad andare nei Territori occupati per vivere e accompagnare le comunità “più esposte a crescenti violenze dei coloni e politiche di pulizia etnica attuate nel contesto dell’occupazione militare israeliana, illegale secondo il diritto internazionale”.
Secondo il movimento, le violenze dei coloni nell’area di Ein Al-Duyuk sono aumentate da quando l’esercito israeliano ha costruito un nuovo avamposto militare nella zona. Più in generale organismi per i diritti umani denunciano un’escalation dalla guerra contro la Striscia di Gaza del 2023. I dieci aggressori, come ricostruisce ancora Faz3a in una nota, hanno fatto irruzione con due pistole e vari bastoni nell’alloggio dei quattro attivisti cogliendoli nel sonno, picchiandoli e rubandogli cellulari, passaporti, carte di credito e altri effetti personali. Uno di loro alla stampa internazionale ha raccontato: “Mi hanno preso a calci ripetutamente in faccia, nelle costole, nell’anca”. Andando via, i coloni hanno anche minacciato i quattro intimandogli di “non tornare”.Riyad Eid, direttore dell’ospedale di Gerico, ha riferito che alcuni di loro all’arrivo in pronto soccorso “presentavano lividi sul viso e sul petto, uno in particolare è stato picchiato in una zona sensibile”. Dopo la visita e le lastre, i quattro sono stati dimessi. Non sono in pericolo di vita ma uno di loro dovrà osservare un periodo di riposo.
“Spero che al di là delle risposte formali, Israele agisca in modo deciso nei confronti dei coloni” ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani stamani su Canale 5, ribadendo che l’Italia “è contraria a qualsiasi annessione di porzioni di Cisgiordania da parte di Israele”. In giornata le autorità israeliane hanno annunciato l’apertura di un’indagine per far luce sull’accaduto. La campagna Faz3a chiede tuttavia ai governi di Italia e Canada di ritenere responsabili “anche le autorità israeliane, che consentono sistematicamente l’escalation di genocidio, pulizia etnica e violenza coloniale”. Episodi raccontati in vari report di organismi per i diritti umani e, sul grande schermo, in ‘No Other Land’, pellicola vincitrice dell’Oscar 2025 per la sezione ‘miglior documentario’ che ricostruisce le quotidiane violenze del distretto di Masafer Yatta.Dall’occupazione del 1967, oltre 620mila coloni israeliani risiedono tra Gerusalemme Est e Cisgiordania stando a B’tselem, organizzazione non governativa israelo-palestinese che monitora l’avanzamento delle colonie e accusa direttamente Israele di attuare politiche a sostegno dell’apartheid sui palestinesi, con l’appoggio dell’esercito. Oltre alla colonizzazione, B’tselem segnala anche restrizioni alla mobilità dei palestinesi – con la creazione di check-point, avamposti militari e barriere di separazione – e sottrazione di terreni agricoli e risorse naturali come le fonti idriche. A inizio novembre, l’ong israeliana Peace Now ha denunciato il “record storico” di unità abitative approvate dal Consiglio superiore di pianificazione dell’Amministrazione civile israeliana, con oltre 28mila nuove unità all’inizio del 2025. La politica degli insediamenti è tra i pilastri dell’attuale governo di Benjamin Netanyahu, che a fine agosto si è spinto a presentare un disegno di legge per portare a termine l’annessione, poi ritirato dopo le pressioni internazionali.L’occupazione e la sottrazione di territori palestinesi è stata infine sanzionata dalla Corte internazionale di giustizia che, oltre a definirla “illegale”, ha disposto che l’esecutivo di Tel Aviv vi ponga fine, corrispondendo risarcimenti.
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