giovedì, 30 Aprile 26

Da Zaia alle new entry, ecco tutti gli eletti in Veneto

PoliticaDa Zaia alle new entry, ecco tutti gli eletti in Veneto

VENEZIA – Vince, ma il centrodestra in Veneto avrà meno seggi rispetto alla scorsa legislatura: la coalizione supera la soglia del 60% e non fa scattare, quindi, il premio di maggioranza. Per questo, il centrodestra passerà dai 41 seggi della scorsa legislatura a 33. Crescono invece le opposizioni, che arrivano a 14 seggi, e “la presenza più articolata dell’opposizione in Consiglio arricchirà il confronto democratico, che è sempre un valore”, ha commentato il presidente uscente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti. Anche lui era in lista ma a Vicenza ha preso 3.753 preferenze e con un’altra uscente della Lega, Milena Cecchetto, è per ora tra i non eletti. Le urne hanno visto l’affermazione del centrodestra guidato da Alberto Stefani in vantaggio in tutti i Comuni, tranne a Venezia (in testa Giovanni Manildo, del centrosinistra) e Santa Lucia di Piave (qui primeggia l’outisider Riccardo Szumski). La Lega è prima forza nella grande maggioranza dei Comuni veneti, affiancata da performance significative di Fratelli d’Italia e con alcuni centri maggiori -in primis Venezia e Padova- dove il Partito Democratico mantiene la prevalenza.

QUANTI CONSIGLIERI PER PARTITO

La Lega dunque incassa 19 consiglieri, Fdi nove, Forza Italia tre, la Liga veneta uno, l’Udc uno; passando all’opposizione ci sono nove eletti del Pd, due di Avs, uno per le liste civiche di Manildo, uno per i 5 stelle, uno per “Uniti per Manildo. E infine i due di Resistere Veneto di Szumski. Dodici sono i rieletti, 31 i consiglieri di nuova nomina, sei gli assessori rieletti. Diciotto sono le donne, 31 uomini (37% le donne)

CHI SONO GLI ELETTI

Ed ecco i consiglieri regionali del Veneto, eletti provincia per provincia.Belluno: da qui per Fdi arriva Dario Bond (7.104), neo eletto, davanti all’uscente Silvia Calligaro, e secondo come non eletto è il consigliere provinciale alla Protezione civile Massimo Bortoluzzi. A Belluno caso più unico che raro Luca Zaia non è primatista di preferenze. Per il Pd da Belluno arriva Alessandro Del Bianco, neo eletto.Padova: la Lega fa la voce grossa nella città del Santo con l’ex assessore Roberto Marcato (11.500 preferenze), Eleonora Mosco (8.125, neo-eletta), Giorgia Bedin (4.283, neo-eletta); fuori l’uscente Giulio Centenaro e Filippo Lazzarin. Fdi spedisce in Regione Filippo Giacinti (12.229) che ha la meglio sull’uscente Enoch Soranzo. A Padova Fi conferma Elisa Venturini (8.843 preferenze) mentre non viene rieletto Fabrizio Boron, l’Udc elegge Eric Pasqualon (4.712) e la Liga veneta Alessio Morosin. Per il Pd ecco Andrea Micalizzi (18.051 voti) che fa meglio dell’ex capogruppo dem in Regione, Vanessa Camani (9.285). Avs rielegge con 6.920 preferenze Elena Ostanel (in precedenza de ‘il Veneto che vogliamo’.Rovigo. Per la Lega c’è la conferma dell’ex assessore Cristiano Corrazzari (4.104) assieme alla sua collega di giunta la meloniana Valeria Mantovan (4.850). Prima dei non eletti della Lega l’uscente Laura Cestari.Treviso: nel suo feudo Luca Zaia prende 48.253 voti e guida la pattuglia dei leghisti eletti che comprende la riconferma di Sonia Brescacin (9.539), la new entry Paola Roma (8.485) e Riccardo Barbisan. Non passa l’ex capogruppo di Lega-Liga Veneta Alberto Villanova, secondo dei non eletti, tallonato da due altri uscenti, Stefano Marcon e Roberto Bet. Per Fdi c’è Claudio Borgia (8.567) e fuori resta l’uscente Silvia Rizzotto. A Treviso non ce la fa il consigliere regionale ex Pd, poi Verdi e quindi Avs Andrea Zanoni, mentre per il Pd entra Paolo Galeano (5.486, neo eletto). Le civiche per Manildo eleggono Rossella Cendron (1.797) e Uniti per Manildo vNiccolò Maria Rocco (1.391). A Treviso infine viene eletto Szumski con 17.190 preferenze.Venezia: per la Lega ci sono Rosanna Conte (4.440, neo-eletta), Andrea Tomaello (2.347, neo-eletto), l’ex assesspore Francesco Calzavara (2.081), la riconfermata Roberta Vianello (2.057). Primo dei non eletti è Marco Dolfin. Fdi conferma Luca Pavanetto (5.334) con Laura Besio (4.639, neo eletta). Dal Pd ecco Monica Sambo (8.743, new entry) e il ritorno di Jonatan Montanariello (7.275). Il M5s elegge Flavio Baldan (665).Verona: Per la Lega Elisa De Berti (14.483), già assessore, Matteo Pressi (9.621, neo-eletto), ce la fa ancora Stefano Valdegamberi (dato da molti vicino a Vannacci; 8.268 preferenze) e si riconferma Filippo Rigo (6.026). Per Fdi ci sono i nomi nuovi di Diego Ruzza (8.603) e Anna Leso (7.782), mentre con Forza Italia ecco Flavio Tosi (che a lungo ha bersagliato la giunta Zaia uscente e di cui si disse che poteva essere candidato presidente): per lui, oggi europarlamentare, ma con un ‘lungo corso’ in Regione, 10.581 voti. Resta fuori un altro azzurro, Alberto Bozza. Nel Pd Gianpaolo Trevisi (9.611) batte l’uscente, ma comunque rieletta, Anna Maria Bigon (8.233).Vicenza: La Lega elegge l’ex assessore Manuela Lanzarin (10.025), Alessia Bevilacqua (8.425, neo-eletta) e l’ex consigliere Marco Zecchinato (5.240). E’ qui che Ciambetti arriva dietro con 3.753 assieme ad altri ex. Fdi elegge Francesco Rucco (9.318) che fa meglio di Sergio Berlato e dell’ex Joe Formaggio (entrambi fuori), mentre Forza Italia porta Jacopo Maltauro (4.824), il Pd conferma Chiara Luisetto (15.044) e il nuovo Antonio Marco Dalla Pozza (3.775) mentre Avs spedisce in Regione Carlo Cunegato (9.317, neo eletto) che batte l’uscente Renzo Masolo. Infine, ecco Davide Lovat (2.372) al fianco di Szumski.

Dal punto di vista territoriale emergono alcune dinamiche significative: Verona è la provincia con la percentuale più alta per Stefani, vicino ai livelli del 2020; Vicenza conferma una crescita del centro-destra sopra la media regionale come già evidenziato nelle Europee 2024 rispetto alle Politiche 2022; Padova, pur rimanendo competitiva per il centro-sinistra nei Comuni maggiori, mostra un recupero marcato del centro-destra rispetto alle europee; Treviso presenta il dato più rilevante per la lista Szumski, sopra il 10% in molti Comuni; Belluno registra l’affluenza più bassa della regione (35%), con un calo legato probabilmente alla riduzione dell’“effetto Zaia”; Rovigo conferma un risultato molto elevato per la coalizione di Stefani.
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