ROMA – Rumi, Zoey e Mira hanno salvato il mondo dall’invasione dei demoni e, alla fine, persino scalato Hollywood. Il film d’animazione KPop Demon Hunters di cui il trio è protagonista- il più visto sulla piattaforma Netflix- nella serata degli Oscar ha vinto due volte, nella sua categoria e come miglior canzone originale. Ma soprattutto ha fatto impazzire la platea di celebrities al Dolby Theatre di Los Angeles, quando nel corso della cerimonia di premiazione dell’Academy, domenica sera, le tre cantanti-cacciatrici di demoni sono apparse ‘in carne e ossa’, dando vita a una esibizione infuocata e “d’orata”.Così le artiste coreane- EJAE, Audrey Nuna e Rei Ami- che danno le voci ai tre personaggi del gruppo Huntr/x nel cartoon movie- si sono palesate insieme sul palco degli Oscar, per un’interpretazione del brano vincitore, “Golden”, e sono entrate a pieno titolo nella storia dell’Academy Award.
GOLDEN, IL BRANO CHE HA VINTO LA STATUETTA
La canzone vincitrice porta le firme della cantante Ejae (che dà la voce di Rumi, cantante-cacciatrice di demoni dai capelli viola), Mark Sonnenblick, Joong Gyu Kwak, Yu Han Lee, Hee Dong Nam, Jeong Hoon Seon e Teddy Park ed è il primo brano (parzialmente) in lingua coreana a conquistare un Academy Award.
LE TRADIZIONI COREANE E LA KPOP DANCE HANNO CONQUISTATO SPIELBERG
La performance è iniziata con una voce fuori campo che recitava “La nostra musica accende l’anima e unisce le persone” e un’intro di danza, costumi e musica ispirata al folklore coreano, alla base del film d’animazione. Poi dalla scalinata sul retro del palco sono arrivate le voci delle Huntr/x, in un look total white e con le acconciature che richiamavano i tre rispettivi personaggi. L’esibizione è entrata nel vivo con 24 ballerini che hanno accompagnato le tre cantanti con travolgenti coreografie K-pop. Poi il pubblico ha fatto il resto: in platea ha agitato tutto il tempo sfere luminose in tutta la sala al ritmo della canzone. Le telecamere hanno indugiato su star come Leonardo DiCaprio, Gwyneth Paltrow, Steven Spielberg ed Emma Stone mentre sventolavano gli stick luminosi K-pop.
LA CO-REGISTA: “UN PREMIO PER LA COREA E I COREANI”
Per il quotidiano britannico “The Guardian” la doppia vittoria agli Oscar di KPop Demon Hunters rappresenta niente meno che un “miracolo” culturale e un successo per le esportazioni artistiche del paese asiatico. Di fatto la produzione del film di animazione è americana, co-diretta dalla canadese di origini coreane Maggie Kang e con la partecipazione di diversi doppiatori coreani e coreano-americani, ma trae forte ispirazione dall’estetica e dalla cultura tradizionale coreana.La stessa co-regista Maggie Kang, che ha ritirato il premio come miglior film di animazione insieme alla produttrice Michelle LM Wong e al co-regista Chris Appelhans, da palco, nel suo intervento ha dichiarato che quella statuetta “è per la Corea e per i coreani di tutto il mondo”.
LO “SGARBO” CHE HA OFFUSCATO LA PREMIAZIONE
La gioia e l’euforia nazionale è stata un po’ offuscata però dagli sfoghi letti sui social per il trattamento riservato durante la cerimonia agli autori di “Golden” al momento della loro premiazione per il miglior brano. Dopo che la cantautrice Ejae ha pronunciato il suo discorso di ringraziamento e ha passato il microfono agli altri autori del brano infatti, l’orchestra ha iniziato a suonare, impedendo loro di fatto di parlare. Nella stessa fan page del film “l’incidente” viene bollato come un comportamento estremamente maleducato e non professionale da parte dell’Academy.
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(Video credit: Abc/X, mamamiaaus/iktok e photo credit: Netflix/Fb)
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