REGGIO EMILIA – Il caso del giovane di colore che ieri correva nudo per i viali di circonvallazione di Reggio Emilia (salendo sulle auto in transito prima di essere bloccato e sottoposto a Tso) infiamma il dibattito politico di Reggio Emilia. Ad accendere la miccia è stato un commento sui social proveniente dall’account ufficiale di Reggio Civica, associazione rappresentata in Consiglio comunale da Giovanni Tarquini e Carmine Migale, che invitava a portare il ragazzo nell’ufficio dell’assessora con delega all’Intercultura Marwa Mahmoud, che lo avrebbe “accarezzato” e “coccolato”. Parole che hanno suscitato una dura presa di posizione della segreteria provinciale del Partito democratico, che sottolinea: “L’episodio di ieri pomeriggio sulla circonvallazione, che ha coinvolto un giovane lavoratore in un momento di estrema fragilità, mette in luce una complessità umana e sociale che meriterebbe rispetto e silenzio, non certo lo sciacallaggio digitale a cui abbiamo assistito”.È “proprio in questi frangenti che si misura l’idea di comunità di una forza politica- aggiunge il Pd- ma purtroppo, il contributo di Reggio Civica si è tradotto in una pesante e immotivata offesa all’assessora Marwa Mahmoud, dimostrando un’incapacità strutturale di comprendere il reale”. E ancora: “E’ un’azione discriminatoria, che alimenta odio e che ha uno sfondo razzista e sessista. Chiunque abbia scritto quel post dall’account ufficiale di Reggio Civica deve oggi metterci la faccia e assumersi le proprie responsabilità, perché il civismo è una cosa seria, mentre il cinismo, quello con la “n” è solo la maschera di chi non ha argomenti”.
Secondo i dem “un partito politico che si comporta come i peggiori frequentatori della rete, alimentando una curiosità malata e morbosa attorno al disagio psichico, si pone automaticamente fuori dal consesso e dal contesto politico civile. È imbarbarimento. Marwa Mahmoud non ha alcun bisogno delle loro scuse, che rappresenterebbero un’interlocuzione con chi, oggi, ha dimostrato di non meritare alcun riconoscimento politico”. Insomma, “chi degrada le istituzioni a questo livello, trasformando la sofferenza in fango mediatico, non ha altra strada che vergognarsi profondamente e rassegnare le proprie dimissioni”, conclude il partito di via Ghandi.Rincara la dose Ilenia Malavasi, deputata reggiana del Pd, che parla di “commenti spazzatura” e commenta: “Penso che a tutto, anche nella contrapposizione politica, ci sia un limite e che quel limite sia stato abbondantemente superato da parte di una lista civica che rappresenta l’8% degli elettori reggiani”.Ma “il rendersi conto della propria sostanziale marginalità nel panorama politico locale, non giustifica il darsi alle volgarità da bettola e da social. Ovviamente senza nemmeno avere il coraggio di firmarsi”, commenta ancora la parlamentare. Secondo cui, infine, “Reggio Emilia, la sua storia e i suoi valori, non meritano il degrado di commenti di quel genere”. Per questo, “essere a fianco dell’assessora Marwa Mahmoud significa dunque essere a fianco della città, insultata nella propria rappresentanza istituzionale, ed essere a fianco della dignità e del rispetto dovuti a ogni persona in quanto tale”.
“ERA UN POST DAL TONO SATIRICO, NON RAZZISMO”
A stretto giro arriva la replica di Reggio Civica, che per prima cosa chiarisce: “La nostra lista rifiuta il razzismo e ogni forma di discriminazione in modo assoluto e non negoziabile. Non ieri, non oggi per convenienza politica, ma sempre. Chiunque voglia sostenere il contrario è in malafede”. Inoltre “le accuse di razzismo e sessismo mosse nei nostri confronti sono false, infondate e irresponsabili. Usare queste parole a sproposito, per colpire un avversario politico su un commento ad un post dal tono satirico, è un atto grave: svilisce il significato di termini che descrivono fenomeni reali e drammatici, e offende chi il razzismo e il sessismo li subisce davvero”.Il post incriminato, ribatte poi Reggio Civica, “era satira politica, diretta all’operato dell’Amministrazione, che rimane nel pieno della legittimità democratica. Ma da qui a parlare di sciacallaggio, imbarbarimento e chiedere dimissioni il passo è talmente lungo da risultare grottesco”. Infine, ribattono Tarquini e colleghi “ciò che colpisce è la sproporzione della reazione: il Pd reggiano mobilita la propria segreteria provinciale per attaccare una lista civica di opposizione su un post social. Questo non è indignazione morale: è nervosismo politico. Reggio Civica evidentemente disturba, e ne prendiamo atto con soddisfazione”. Pertanto “continueremo a lavorare per i cittadini reggiani, senza farci intimidire da chi preferisce processare l’avversario piuttosto che rispondere nel merito dei problemi della città”, chiude Reggio civica.
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