giovedì, 30 Aprile 26

Con la guerra in Iran, oltre 7 miliardi di rincari per energia e carburanti

PoliticaCon la guerra in Iran, oltre 7 miliardi di rincari per energia e carburanti

ROMA – Per imprese e famiglie lo shock energetico causato dal conflitto nel Golfo si traduce in un aumento della spesa che supera i 7 miliardi di euro per carburanti, energia elettrica e gas, con un extracosto di circa 100 milioni al giorno. È quanto stima la Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa) sulla base dei consumi nel periodo tra marzo e maggio.

A trainare i rincari sono soprattutto gasolio e gas, sia per uso domestico sia non residenziale. L’impennata del gasolio tra il 28 febbraio e il 10 aprile si traduce in maggiori costi pari a 1,7 miliardi di euro. Più contenuto l’aumento sulla benzina (+200 milioni) e su GPL e metano per autotrazione (+30 milioni).

Per il gasolio, l’Italia si colloca ai vertici in Europa per aumento dei prezzi, con un rincaro del 31%, superata solo da Germania e Austria. Più contenuto invece l’incremento della benzina, attorno all’8%, inferiore rispetto a diversi altri Paesi europei.

LA STANGATA SU GAS ED ELETTRICITÀ

Anche sul fronte del gas si prospetta una nuova stretta. Considerando la prevalenza di contratti a tariffe indicizzate, la Cna stima una maggiore spesa di circa 3 miliardi di euro tra marzo e maggio.

Per l’energia elettrica, invece, il rincaro complessivo è valutato in circa 2,2 miliardi di euro.

I maggiori costi per carburanti ed energia generano inoltre un extragettito Iva superiore a un miliardo di euro.

COSTANTINI: “ITALIA TRA I PAESI PIÙ VULNERABILI”

“Se il conflitto nel Golfo terminasse oggi la maggiore spesa per energia e carburanti supererebbe i 7 miliardi di euro”, commenta il presidente della Cna Dario Costantini, sottolineando come l’Italia resti tra i Paesi più esposti in Europa alla volatilità dei prezzi energetici.

“La restituzione totale dell’extragettito Iva è essenziale per alleviare parzialmente i rincari – aggiunge – ma è necessario avviare una riforma per ridurre in modo strutturale il costo dell’energia, in particolare per le piccole imprese, dove la componente energia rappresenta solo il 50% del costo totale delle bollette”.
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