In arrivo un giornale delle Buone Notizie intitolato “Buongiorno Italia”: una copertina d’artista (Marcello Jori) che rievoca una delle scene più poetiche del film di De Sica “Miracolo a Milano” e 48 pagine di storie italiane che raccontano un Paese, quello che si impegna ogni giorno per realizzare una società migliore.

“Buongiorno Italia” si scaricherà gratuitamente su pc, tablet, e smartphone dal sito di Corriere.it. Per ogni download il Corriere dona 50 centesimi alla Fondazione Veronesi. 

Un giornale al contrario. E non per la suddivisione delle pagine, ma per i contenuti. Perché «Buongiorno Italia» del prossimo primo gennaio (quando i quotidiani non escono in edicola) sarà, per il secondo anno consecutivo, il «Corriere della Sera» delle buone notizie. Storie positive, spesso ignorate dai media, ma che il giornale di via Solferino è invece impegnato da tempo a mettere in luce.

«Buone notizie» è infatti il titolo di un blog di successo pubblicato su Corriere.it, nel quale si dà voce ad un Paese dove i valori hanno ancora senso. Sarà anche questo l’Italia raccontata nelle 48 pagine dello speciale di Capodanno. «Vogliamo iniziare il 2015 con un numero tutto dedicato alle buone notizie, lasciando da parte almeno per un giorno i mali nazionali e le storie di vite sbagliate che quotidianamente siamo costretti a raccontare», spiega Ferruccio de Bortoli, direttore del «Corriere della Sera».

Leggeremo di un incontro, apparentemente impossibile, tra la vittima e il suo carnefice; di chi è riuscito a superare imponenti steccati religiosi respirando con il cuore di un altro; ci sorprenderemo di come uno sport duro come il rugby sia capace di combattere l’omofobia; scopriremo le mille facce di un volontariato in grado di rimettere in carreggiata una giovane vita; sarà interessante intercettare il coraggio di una donna che ha trasformato la malattia in un’occasione di conoscenza.

Nelle prime pagine dell’anno non mancheranno confronti e commenti, tra sociologi, economisti, scrittori e pubblicitari, sull’effetto (consolatorio o meno) di una buona notizia. «Buon giorno Italia» lo troverete sia in digital edition, sia in formato cartaceo distribuito nelle piazze, cinema, hotel e punti ristoro. E in tutti i ristoranti McDonald’s aperti il giorno di Capodanno.

Per abbonati e nuovi lettori, l’accesso alla digital edition il primo gennaio sarà gratuito. Non solo. Con il download di «Buongiorno Italia» è possibile infatti contribuire alla grande donazione del «Corriere della Sera» a favore del progetto «Gold For Kids» della Fondazione Veronesi, per il quale il Corriere devolverà 50 centesimi per ogni copia in download.

Gold For Kids (goldforkids.it) nato nel 2014, rappresenta l’impegno della Fondazione Veronesi a favore dell’infanzia, sostenendo le migliori cure secondo i più elevati standard internazionali per i pazienti di oggi e favorendo la ricerca clinica per i pazienti di domani. Soltanto quest’anno sono stati raccolti 130 mila euro, attraverso donazioni di aziende o associazioni di privati o professionali. La Fondazione lavora con Aieop (Associazione italiana di ematologia e oncologia pediatrica) e la sua fondazione, Fieop, a cui vengono devoluti i fondi raccolti per sostenere le spese di apertura dei protocolli di cura. Il prossimo mese «Gold For Kids» sarà chiamato alla sfida più importante, la prevenzione, con lo slogan «Fatti vedere!», rivolto a bambini e adolescenti.

«È importante capire che uno stile di vita corretto, se abbracciato il prima possibile, può far diminuire drasticamente la possibilità di ammalarsi in futuro», ricorda la biologa Chiara Segrè, supervisore scientifico della Fondazione Veronesi, intervistata nelle pagine di Capodanno.

Sempre il primo gennaio, il ricavato dell’acquisto di un voucher di 4 euro per l’accesso gratuito di una settimana alla lettura del Corriere su pc, smartphone e tablet, sarà interamente devoluto a Gold For Kids. Fanno parte della squadra i diversi sponsor presenti su «Buongiorno Italia» che hanno creduto nell’iniziativa: il 10% del ricavo pubblicitario sarà per Gold For Kids.

Peppe Aquaro

Fonte: corriere.it

 

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